RedoMap: un nuovo modo di scoprire il territorio

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Luglio 2022

“Innovare è la capacità di guardare il mondo, rendendo reali dei bisogni e desideri inconsci che ancora devono manifestarsi platealmente...”. 
Ed è questa l’idea di innovazione alla base di RedoMap®, il software pensato da professionisti del turismo, per professionisti e turisti “di prossimità”. 

 

Scopriamo di più insieme a Carlo Arrigoni, ideatore, fondatore e managing director della startup.

 

Qual è la soluzione proposta da RedoMap?

RedoMap® è una soluzione software B2B, a marchio registrato e coperta da brevetto SIAE, pensata per ottimizzare la gestione del turismo locale attraverso l’uso di mappe digitali da browser, per rendere più sicura l’intera esperienza turistica, per aumentare la qualità dei dati disponibili attraverso la digitalizzazione e per migliorare costantemente la fruizione delle esperienze turistiche e del patrimonio culturale.

I contenuti sono sviluppati in partenariato con professionisti del turismo e pubbliche amministrazioni virtuose, che vogliano valorizzare la propria immagine come sinonimo di garanzia qualitativa del prodotto finito e delle informazioni ivi contenute.

 

Com’è nata l’idea di RedoMap?

Nasciamo all’interno di un parco da 5000 ettari, grande risorsa inespressa in un piccolo borgo come molti in Italia, Castelnuovo Bozzente (Como).

Certi che la valorizzazione delle risorse del territorio fosse in grado di generare profitto e benessere diffuso, abbiamo iniziato ad operare come e-bike rent e ci siamo subito accorti di come le soluzioni software, al tempo disponibili come “guida per il turista”, non fossero all’altezza né dell’aspettativa, né della necessità del professionista del turismo, né in grado di soddisfare il cliente.

Così abbiamo iniziato a pensare ad una valida soluzione.

 

Quali sono le esigenze alle quali avete voluto dare risposta?

Esigenze del professionista ed esigenze per il turista: è a loro che ci vogliamo rivolgere.

 “Clicca e parti” subito, senza dover scaricare una App o utilizzare hardware dedicati.

Abbiamo scelto di fornire, in modo semplice ed immediato, informazioni di qualità garantita, pertinenti con la reale area di azione del viaggiatore, create con il supporto di professionisti del turismo che operano nelle aree di interesse.

Inoltre, c’è l’esigenza di assistere il turista “non organizzato”, che non ha avuto modo o voglia di preparare il proprio itinerario e che si presenta al desk chiedendo: “Cosa posso vedere qui intorno?”, oppure “Dove posso mangiare quel prodotto tipico locale?”.

Ecco, RedoMap si rivolge anche a questa tipologia di turisti, rendendo le informazioni richieste disponibili simultaneamente per migliaia di persone, non intermediandole, e facendo in modo che il professionista che fornisce le informazioni sia percepito dall’utente, permettendogli di valorizzare la propria immagine aziendale e quella de territorio in cui opera.

 

Cosa distingue l’esperienza fatta con RedoMap dalle esperienze fatte con le guide turistiche? Quali sono i vantaggi della vostra soluzione?

RedoMap fonda il suo core nella convinzione che una “Guida Turistica” in carne ed ossa, sia insostituibile; pertanto, non mira a volersene sostituire ma, semmai, ad affiancare.

È assodato dai nostri numerosi incontri con i professionisti che la richiesta di una guida “last minute”, difficilmente trova riscontro positivo, perché deve essere organizzata e prenotata in anticipo; quindi che fare?

Ecco che entra in gioco RedoMap che, da un lato offre il miglior surrogato ad una guida sul mercato, dall’altro offre esperienze sul territorio tailor made e, inoltre, non meno importante, permette al professionista di rivolgersi non al solo suo ospite diretto, ma anche a quella immensa fetta di viaggiatori che, giunti in loco, non lo hanno scelto direttamente quale punto di accoglienza e per i quali il contenuto veicolato da RedoMap può essere acquistato, seppur possa essere offerto fra i servizi gratuiti per gli ospiti diretti.

La possibilità di affiancarsi alle guide fisiche è resa reale e possibile, grazie alla funzione “gruppo”: membri di uno stesso gruppo di visita, possono vedersi l’un l’altro (in modo ovviamente anonimo) permettendo ai primi, guida compresa, di rendersi conto della posizione degli ultimi soliti ritardatati e, se anche non intenzionati ad aspettare, con la certezza che essi sapranno se dover svoltare a destra o sinistra, a quel bivio che stanno per raggiungere per potersi ricollegare al gruppo.

Il senso di ulteriore sicurezza è invece trasmesso dalla possibilità di seguire la mappa anche senza connessione di rete (una vera rivoluzione!).

Ma non solo, è altresì possibile richiedere assistenza (SOS) direttamente nella schermata della mappa interattiva, con comunicazione diretta fra il viaggiatore e la struttura di accoglienza di riferimento: ho rotto il monopattino, la bici, o sono semplicemente stanco, basta un click ed arrivano subito i soccorsi.

 

Qual è il valore aggiunto che RedoMap porta nel territorio di riferimento?

RedoMap permette di far vivere il territorio di riferimento sia agli stessi abitanti locali (che riscoprono il proprio territorio) che ai turisti, facendo in modo che ogni punto di erogazione del servizio sia esso stesso un centro di fruizione a 360° del mondo circostante al turista. Si pensi ad esempio ad una grande città come Roma, per chi si muove a piedi, un raggio di 3 km dal punto di partenza può già essere un mondo a sé; rendere facilmente identificabile e fruibile quella specifica area, permette una migliore condivisione delle risorse sul territorio, senza necessariamente pensare che quei 5/10 ristoranti conosciuti di Roma, debbano essere gli unici sui quali “rischiare”.

Una città quindi, ma tanti centri di fruizione e distribuzione delle risorse quanti sono i clienti RedoMap e, due strutture affiancate, pur condividendo l’area, potrebbero avere proposte anche molto differenti (come accade per un hotel 5 stelle a fianco di un B&B, ad esempio).  

RedoMap garantisce un’interazione diretta tra l’ospite della struttura e il punto di erogazione del prodotto o servizio, in questo modo collaborare sul territorio per chi si rivolge al viaggiatore, sia esso incoming o locale, diventa agevole perché, grazie ad accordi presi una tantum si potranno gestire 50 partner sul territorio con una semplicità maggiore del gestirne 5 (degustazioni, musei, trasporti, o servizi vari, ecc… ).

 

Andiamo su un aspetto più tecnico, ma attuale: perché avete deciso di non integrare una AI nella vostra soluzione?

Troppo spesso si tende ad usare o impiegare in modo improprio termini come AI, NFT, Blockchain, quali sinonimi di “Innovazione”, ma non è così.

La domanda dovrebbe essere quindi “Perché dovremmo impiegarla?”. Siamo professionisti di settore, è il nostro focus è la qualità dei contenuti e, fortunatamente, non c’è ad oggi AI in grado di offrire al viaggiatore l’esperienza di un commerciante o albergatore che, nel loro contesto, hanno quindi la stessa importanza ed efficacia di una guida fisica. RedoMap non vuole sostituirsi alle persone, né può farlo, ma certamente è un potente alleato.

 

Quali sono gli obiettivi per il futuro?

Stiamo concretizzando con nuove opere e contratti la nostra mission: attraverso un servizio destinato a professionisti del turismo, vogliamo offrire al turista un facile strumento di fruizione del territorio stile “clicca e parti” che sia innovativo, ed oggi anche esclusivo.

La vision per il futuro è quella di veicolare il messaggio di RedoMap attraverso un portale dedicato che, senza ulteriori costi per i professionisti, possa creare una fidelizzazione di clienti all’interno del network, il più grande network di professionisti del turismo, che si rivolgono al turista con qualità garantita delle informazioni.

 

Cosa significa, secondo te, innovazione?

Sembra un paradosso, ma recentemente riflettendo personalmente su questa domanda ho scritto sui social: “L'innovazione è la capacità di guardare il mondo, rendendo reali dei bisogni e desideri inconsci che ancora devono manifestarsi platealmente...”.

Oggi come RedoMap spesso siamo descritti indirettamente, o presi d’esempio quali competitor dell’uno o l’altro software, senza esserlo veramente, fra l’altro; ma ciò che ci siamo sentiti dire più spesso dai professionisti è: “Eccovi, vi ho trovato, vi stavo cercando senza sapere della vostra esistenza” … se questa non è innovazione, allora cosa lo è?

Ma onestamente, credo che innovare sia anche la capacità di rendere attuali le storie di successo dei nostri nonni… dopotutto, abbiamo ringiovanito una cartina!

 

Guarda il progetto di RedoMap e scopri di più sulla startup!